Slow Sud, la cucina del sud nel cuore di Milano

Aperto ormai da qualche anno nel cuore di Milano, a due passi dal Duomo, Slow Sud è una certezza per tutti coloro che amano la buona cucina ed in particolare la buona cucina del sud Italia. Se si è nati o vissuti per qualche tempo in Sicilia, Campania, Calabria o Puglia non si farà fatica a riconoscere alcuni dei piatti che hanno lasciato un dolce ricordo nel proprio cuore. Per coloro invece che li provano per la prima volta sarà amore a primo morso.

L’idea alla base di Slow Sud, del suo chef Federico Buonannata, siracusano, e dei tre proprietari è semplice: preparare piatti delle tradizione del sud Italia, rivisitati e con ottime materie prime.

Ho cenato e pranzato da Slow Sud in diverse occasioni e l’intera brigata si è sempre mostrata valida e creativa. Sempre sorridente anche il personale capace di consigliare nel migliore dei modi e spiegare i piatti che sono disponibili nei vari mesi dell’anno.

Slow Sud è in una zona centralissima ma allo stesso tempo tranquilla dato che è situato in Via delle Asole 4, una traversa della trafficata ed affollata Via Torino.

Il locale è piacevole e ben arredato e, una volta varcata la soglia, ci si trova subito a proprio agio. L’occhio cade immediatamente sul bancone del bar e sulle quattro altalene su cui è possibile sedersi per mangiare. Colpisce inoltre anche la cucina a vista da dove la brigata osserva la propria clientela.

La sera in cui ho deciso di ritornare, dopo circa un anno dall’ultima visita, era inoltre presente una coppia di musicisti che hanno saputo intrattenere i clienti con della buona musica internazionale.

L’inizio della cena (o pranzo), come da buona tradizione del sud Italia deve essere preceduto dalle muciulerie, piccoli assaggi gustosi con i quali ingannare l’arrivo del piatto principale. SlowSud fa di questi peccati di gola largo uso.

La scelta è ampia: parmigiana di melanzane in coccio, caponata in barattolo, pesce spada in barattolo marinato in olio EVO con pepe rosa ed agrumi, miniburger di spada alla piastra con cuore di melanzana, miniburger di cavallo ed altri piatti gustosi. Ognuno di questi assaggi (anche se il termine assaggi è riduttivo) è capace di ben predisporre a quello che seguirà.

La scelta, ardua, è caduta sulla caponata in barattolo e sulla parmigiana in coccio. Entrambi i piatti si sono rivelati gustosi, in particolare la caponatina, perfetta per una sera d’estate. La parmigiana invece risultava un po’ secca ma comunque saporita e di carattere.

Parmigiana in coccio: parmigiana di melenzane fritte con salsa di pomodoro ridotta 12 ore, provola siciliana e ricotta salata.

Caponata in barattolo: caponata con carote, melanzane, cipolle, peperoni e sedano in agrodolce.

I primi ed i secondi tra i quali è possibile scegliere sono una decina e anche qui bisogna vincere la propria indecisione e il desiderio di provare più di un piatto. L’ingrediente principe dei vari piatti, siano essi primi o secondi, è il pesce, con una larga prevalenza dello spada e del tonno. Tuttavia anche la carne è ben valorizzata ed in particolare è possibile trovare la carne equina che difficilmente compare sui menù degli altri ristoranti.

Le materie prime sono di qualità e la preparazione è sempre curata e rispettosa di queste e della tradizione.

Sempre presente il piatto del giorno che cambia in base alla disponibilità e alla creatività dello chef.

Per avere una visione completa si è scelto di provare un primo ed un secondo piatto che non hanno affatto deluso le aspettative essendo entrambi gustosi ed abbondanti nelle porzioni. Giusto il prezzo di entrambi, con il primo a 13€ e il secondo a base di pesce a 17€. Da segnalare che la pasta dei primi è fatta rigorosamente a mano.

Prima di proporvi le fotografie dei piatti scelti, per stuzzicare la curiosità, riporto alcune delle altre proposte possibili:

  • Pasta alla Norma: cortecce con salsa di pomodoro, melanzane fritte e ricotta salata siciliana;
  • Ragù di ricciola: spaghetto alla chitarra con ragù di ricciola, capperi ed olive nere;
  • Tartarina di cavallo: tartare di cavallo con misticanza e riduzione di marsala;
  • Polpo arrustuto: polpo leggermente scottato servito con patate e porri liquidi e riduzione di menta e basilico;

Torchio di Messina: maccherone al torchio con spada, pesto di pistacchio e pomodoro confit

Spada arricciato: involtini di spada ripieni di pinoli, uva passa, provola siciliana e mandorle, serviti con insalata di arance

La scelta del dolce, a conclusione del pasto, risulta un obbligo morale.

Solitamente la lista dei dolci è varia ma, purtroppo, causa imprevisti, era disponibile solamente il Cannolo Scomposto. Questo dessert che è uno dei grandi classici di Slow Sud parte dall’idea di cannolo ed utilizzando tutti gli ingredienti che lo contraddistinguono, lo reinterpreta.

Gusto deciso, sapore intenso e la certezza di aver soddisfatto in maniera adeguata il proprio lato goloso.

Cannolo scomposto: ricotta di pecora, granella di pistacchio, gocce di cioccolato e cialda di cannolo

Da ormai alcuni mesi SlowSud ha un fratello, SlowSud Muciulerie, in Corso Garibaildi. La dichiarazione di intenti che si trova sul sito ufficiale descrive perfettamente questo nuovo locale:  “… è il secondo capitolo della nostra avventura gastronomica. Siamo partiti dall’idea di mischiare il buon bere con la cucina mediterranea.”

Trascorrere un pranzo o una cena da Slow Sud si rivela sempre un’ottima scelta. La qualità dei piatti e le materie utilizzate sono di qualità e di qualità è l’idea alla base di questo ristorante: portare la cucina del Sud in una città come Milano, dove il numero di ristoranti è alto, ma spesso quello che manca è il cuore. E qui da Slow Sud di cuore ne troverete in abbondanza.

Frank Zampa

SlowSud - Milano
  • 8/10
    Cucina - 8/10
  • 8/10
    Servizio - 8/10
  • 8/10
    Location - 8/10
8/10

Riassunto

Trascorrere un pranzo o una cena da Slow Sud si rivela sempre un’ottima scelta. La qualità dei piatti e le materie utilizzate sono di qualità e di qualità è l’idea alla base di questo ristorante: portare la cucina del Sud in una città come Milano, dove il numero di ristoranti è alto, ma spesso quello che manca è il cuore. E qui da Slow Sud di cuore ne troverete in abbondanza.