Una domenica di Luglio al Ratanà

Una palazzina dei primi del Novecento, un tempo parte delle prime ferrovie di Milano, all’interno di un giardino al centro del nuovo quartiere Porta Nuova Garibaldi. Questa la location del Ratanà. E’ così che si presenta al pubblico questo ristorante a due passi dal Bosco Verticale, un ristorante capace, in una tranquilla domenica di luglio, di regalare un pranzo domenicale che ricorderò con molto piacere e gusto.

Avevo avuto il piacere di pranzare da Ratanà circa un anno fa ed ora, complice l’uso sempre maggiore di The Fork, ho approfittato del suggerimento di questa applicazione e prenotato un tavolo per la prima domenica di luglio. Pochi click e la mia prenotazione era fatta.

Raggiungere Ratanà è semplice, complice la posizione a metà tra la metro di Garibaildi FS e quella di Gioia. Ad accogliermi subito una piacevole novità: il recente restauro, con annesso orto comune, del parco della Fondazione Riccardo Catella. Il ristorante si trova infatti all’interno di un parco, al pianterreno dell’edificio dove ha sede la Fondazione Riccardo Catella.

Il nome del ristorante è ispirato alla figura di Don Giuseppe Gervasini, detto el pret de Ratanà, prete-guaritore vissuto nella prima metà del Novecento. Figura controversa e difficile da decifrare che rimane nella memoria di migliaia di milanesi come un religioso che curava con le erbe coltivate in giardino; allo stesso tempo scontroso, semplice nei modi e gentile. Ed è questo lo spirito del Ratanà, che vuole recuperare la solida tradizione della cucina milanese e lombarda, reinterpretandola secondo i valori e le esigenze della ristorazione contemporanea.

Oltre al locale al chiuso, nel periodo compreso tra la primavera e l’autunno, è possibile pranzare anche all’esterno. Sono disponibili infatti alcuni tavoli riparati dal sole da ampi ombrelloni.

Il clima è rilassato e piacevole e una volta ricevuto il menù inizia l’arduo percorso di decisione. I piatti, che cambiano di stagione in stagione ed in base alla disponibilità delle materie prime, sono tutti estremamente interessanti e scegliere non è semplice. Il desiderio di voler provare più piatti, e la paura di rinunciare ad alcuni è tanta. Si spazia dagli antipasti, ai primi e secondi piatti e agli “Ever Green”, i classici della cucina milanese che cambiano ad ogni stagione.

La voce che subito salta all’occhio scorrendo il menù è quella dei piatti “Per ingannare l’attesa …”. Il nome potrebbe trarre in inganno dato che si tratta di portate con una vera e propria dignità. Da segnalare il “Cartoccio dei nostri mondeghili” (delle polpettine di carne tipiche della cucina milanese) la “Selezione di formaggi” e le “Acciughe imperiali del Cantabrico, burro di malga, focaccia calda e peperoni marinati” (in foto).

La scelta è ricaduta su uno degli antipasti a base di uovo di quaglia e sulle acciughe del Cantabrico, sicuramente tra le migliori al mondo.

Il piatto con le acciughe, nella sua semplicità, ha gusto e carattere da vendere. La qualità delle acciughe e del burro è altissima e il sapore si abbina perfettamente alla focaccia calda ed ai peperoni marinati con cui è servito. Colpisce oltre al gusto anche il colore del piatto e il rischio di finire non solo la focaccia, ma anche il cestino di pane presente al tavolo, è altissimo. Costo 20,00€.

Di bell’impatto visivo è anche l’Uovo di selva all’Occhio di Bue, accompagnato da verdure primaverili, rabarbaro e crumble al pepe. Gustoso e leggero allo stesso tempo ma non capace di lasciare un particolare ricordo al palato e alla memoria di chi lo assaggia.

I primi piatti scelti hanno entrambi saputo unire a delle ottime materie prime una preparazione di alto livello. Gusto, leggerezza, bilanciamento dei sapori e colori vivaci, sono questi i tratti distintivi delle due portate:

Risotto alle zucchine, i suoi fiori, stracchino mantecato e pesto di basilico verde.

Tagliolini all’uovo tiepidi, tartufo nero, cipollotto verde e colatura di alici di Cetara.

Perfetta anche la cottura del riso e dei tagliolini ed abbondanti anche le porzioni. I prezzi, rispettivamente di 18,00€ e 20,00€,

Quello che invece non ha lasciato un ricordo indelebile è il dolce. Promettente dalla descrizione si è rivelato sotto tono sia per l’impiattamento (confusionario e non esteticamente piacevole) sia per il gusto. L’aggiunta di altro croccante e un cioccolato con maggior grado di fondente, l’avrebbero reso sicuramente meritevole di memoria.

Mousse e gelatina di cioccolato fondente, croccante e gelato di arachidi salate, salsa al caramello.

A far da cornice alla cucina di Cesare Battisti, chef, un servizio di sala all’altezza, sempre disponibile e cortese nella spiegazione dei piatti e nel saper consigliare il cliente.

Durante il fine settimana la prenotazione è d’obbligo (e vi consiglio di provare The Fork). Troverete molte famiglie con bimbi (anche piccoli) al seguito. Il ristorante mette infatti a disposizione del personale per intrattenere i bambini. Questo renderà l’ambiente rumoroso e a qualcuno potrebbe dare fastidio.

Nota leggermente negativa è il conto finale. Come già detto la qualità è alta, ma alcuni piatti hanno spesso un costo più caro di quello che vanno ad offrire ed un prezzo leggermente inferiore, pur di poco, sarebbe stato preferibile e più gradito. L’esperienza al Ratanà resta tuttavia fortemente consigliata, soprattutto nelle differenti stagioni, in modo da poter provare le differenti proposte stagionali di Cesare Battisti e della sua brigata.

Perfettamente calzante il Manifesto di questo ristorante che ne descrive la filosofia alla base:

Il Ratanà vuole recuperare la solida tradizione della gastronomia milanese e lombarda, reinterpretata secondo la creatività dello chef Cesare Battisti. L’impronta della cucina ha alcune caratteristiche precise: culto della materia prima, selezionata rigorosamente in base alla qualità eccellente,località e stagionalità; preparazioni semplificate quanto a numero degli ingredienti ed esaltate invece da un gusto pulito e dalla cura nell’esecuzione.

Frank Zampa

Ratanà
  • 7.5/10
    Cucina - 7.5/10
  • 7.5/10
    Servizio - 7.5/10
  • 7.5/10
    Location - 7.5/10
7.5/10

Riassunto

La qualità è alta, ma alcuni piatti hanno spesso un costo più caro di quello che vanno ad offrire ed un prezzo leggermente inferiore, pur di poco, sarebbe stato preferibile e più gradito. L’esperienza al Ratanà resta tuttavia fortemente consigliata, soprattutto nelle differenti stagioni, in modo da poter provare le differenti proposte stagionali di Cesare Battisti e della sua brigata.